
Un abbinamento insolito per accompagnare il pranzo della domenica
Nel lembo meridionale della costa laziale, dove Ulisse navigava, è presente il Moscato di Terracina.
Questo vitigno, forse imparentato con il Giallo, fu introdotto con molta probabilità dai Greci ed era molto apprezzato dai Romani, numerosi oratori e poeti di quei tempi decantavano le sue qualità enoiche.

La coltivazione del Moscato a Terracina risale alla prima metà del 1600, limitata a pochi ettari fino a raggiungere i 1400 ha nel secolo scorso, ma l’avvento della fillossera portò a sfiorare quasi l’estinzione del vitigno; era usato più come uva da tavola che per la vinificazione.
Nel 1997 un gruppo di produttori si riunisce in una cooperativa con l’intenzione di riportare alla fama il vitigno, ciò porta nel 2007 al riconoscimento della ”D.O.C. Terracina”.
L’areale di produzione comprende tre città dell’agro pontino, tra cui Terracina, andando dalle pendici dei monti Ausoni e Aurunci fino al litorale, lambendo il Circeo e il lago di Fondi; qui il vitigno godendo di un clima mite dagli influssi mediterranei cresce su varie tipologie di terreni: depositi alluvionali con sabbie rosse nelle zone vicine al mare, presenze di tufo, frutto di ricordi vulcanici, salendo più di quota.

Il Moscato di Terracina si rivela un asso nella manica dal punto di vista culinario, visto che presenta varie versioni: quella secca, paradossalmente la più diffusa, per le sue note floreali, aromatiche e salmastre può accompagnare sia allegri aperitivi sia piatti più elaborati, soprattutto preparati al forno: come pesce o verdure ripiene; la versione amabile può accompagnare prodotti lievitati come la colomba o il pandoro; il passito, invece, va in compagnia di dolci con le nocciole oppure a braccetto con dei cannoli siciliani, ma non finisce qui! Volete brindare un evento e darvi un buon auspicio? Affidatevi alla versione spumante, sia dolce che secca, del Moscato!
Cin cin!
Molisana d'origine ed emiliana d'adozione, sono sommelier AIS e beer sommelier, con competenze su distillati, sake e sidro. Giornalista pubblicista, collaboro con Wine TV e amo raccontare le storie del beverage.


